Maga Magò e la dea Cerridwen

Oggi sono tornata a casa e ho trovato ad attendermi un piccolo, graditissimo regalo: il dvd de La Spade nella Roccia, in edizione speciale. Sopra era incollato un post-it con un bel cuoricino per me. ❤

La Spada nella Roccia, assieme a Robin Hood, Aladdin e La Bella e la Bestia, è uno dei film Disney che preferisco. Ogni volta che ci penso, resto meravigliata all’idea che ogni fotogramma è fatto a mano. Quando ero bambina, avevo come grande sogno quello di diventare una disegnatrice Disney. Anche di fare la pasticciera, effettivamente, ma la cosa della disegnatrice Disney è durata molto, molto più a lungo.

Cosa-farò-da-grande a parte, la Spada nella Roccia, come anche i fumetti di Asterix (di cui  scriverò un’altra volta), è ricchissimo di elementi tipici della cultura e del folklore del mondo ‘celtico’. In particolare questo emerge nella scena della battaglia magica fra Mago Merlino e la Maga Magò. In che senso? Partiamo dal principio.

Per anni sono stata una appassionata studiosa di cultura celtica, una di quelle bizzarre persone che, sotto l’ombrellone, al mare leggono Jean Markale e saggi di antropologia culturale e archeologia. Ahimè, dico sul serio!
(se vi state chiedendo chi fosse Jean Markale, ecco un comodissimo link alla scheda di Wikipedia)
In quel periodo sapevo qualsiasi cosa a proposito di miti, leggende, riti druidici, struttura sociale delle tuatha, canti barici, simbolismo di erbe e animali, festività, dei ed eroi, elementi del sincretismo e cose di questo tipo. Ora ammetto di aver dimenticato molte nozioni ma… forse basta una rilettura veloce per ricordare.
Comunque continuo a festeggiare Samhain, Beltane e Lughnasad.
Imbolc no, ma solo perché me ne dimentico sempre.

In quello strano periodo della vita, in cui giravo fra librerie specializzate e rievocazioni storiche, ho conosciuto la storia di Cerridwen e Gwion Bach. Ve la racconto, perché in questa sta l’analogia con la battaglia magica fra Maga Magò e Mago Merlino.

La dea Cerridwen, del Galles, era una grande maga.
Aveva un figlio molto bello, ma anche uno molto brutto. Il figlio brutto si chiamava Agand Du (cioè castoro nero) e nessuna magia avrebbe potuto porre rimedio alla sua condizione.
Per compensare il suo aspetto sgradevole, addirittura ripugnante, Cerridwen volle donargli una sapienza e una saggezza immensi, che potessero renderlo affascinante e interessante agli occhi di chiunque. Così si mise a preparare una potente e complicata pozione magica. Accortasi di avere necessità di alcune erbe da aggiungere alla pozione, incaricò un giovane, Gwion Bach, di sorvegliare il calderone e mescolare secondo un ritmo ben definito.
Gwion Bach ricevette un divieto tassativo: non avrebbe dovuto toccare la pozione per nessun motivo al mondo, altrimenti tutto sarebbe stato vano.

Mentre mescolava, tuttavia, si scottò perché la pozione gli schizzò sulla mano. Istintivamente portò la mano alla bocca per il dolore, e così bevve tre gocce del liquido, assimilando i poteri della pozione magica e acquisendo una saggezza e una conoscenza sconfinate.
Quelle gocce erano le tre gocce dell’Awen, l’ispirazione poetica.

Quando Cerridwen tornò e si rese conto dell’accaduto, vedendo infranti i suoi sogni, si adirò moltissimo e, in preda a tutte le furie, corse dietro a Gwion Bach, che già aveva fiutato il pericolo e se l’era data a gambe.

Gwion Bach, con i suoi nuovi poteri, si trasformò in coniglio, per correre più veloce; Cerridwen diventò un cane per poterlo rincorrere meglio; Gwion Bach cambiò di nuovo sembianze nei pressi di un fiume, e si trasformò in pesce tuffandosi in acqua; allora Cerridwen divenne una lontra e nuotò dietro di lui; lui balzò fuori dall’acqua sotto forma di un uccello e volò via, inseguito da Cerridwen divenuta falco; per poterle sfuggire, lui divenne allora un chicco di grano. La astuta Cerridwen si trasformò in gallina e lo mangiò.

Allora accade qualcosa di inatteso.
Il chicco di grano germogliò magicamente nel ventre di Cerridwen che, tornata in forma umana, diede alla luce un bambino. Il bambino, già appena nato, mostrava sapienza e saggezza enormi e spiccate doti poetiche; inoltre, era bellissimo. Cerridwen non ebbe cuore di ucciderlo, come avrebbe invece voluto fare con Gwion Bach, così lo mise in una cesta e lo affidò al mare.
Cullato dalle onde, il bambino arrivò su una spiaggia dove lo trovò Elphin, un nobile uomo che stava pescando salmoni. Quando Elphin vide la sua fronte scintillante del bambino esclamò Tal iesin, cioè ‘fronte scintillante’ e da quel momento il bambino si chiamò Taliesin, il più grande bardo che sia mai esistito.
Per molti Taliesin e Merlino sono la stessa persona.

 

Torno a La Spada nella Roccia: Mago Merlino e Maga Magò si sfidano e continuano a trasformarsi uno nel ‘nemico giurato’ dell’altro, un una ricorsa molto simile a quella fra Cerridwen e Gwion Bach. Alla fine Mago Merlino si trasforma in qualcosa di piccolo, molto piccolo, che modifica da dentro il corpo di Maga Magò. Come Gwion Bach alias Taliesin.
Non si tratta di un seme che germoglia, ma di un virus!

Forse il concetto mistico di fecondazione della storia originale non sarebbe stato proprio, proprio, proprio opportuno nel film Disney.
Vedere Maga Magò a letto con il termometro in bocca e le bolle sulla faccia è, oggettivamente, molto più divertente!

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...