Le 40 porte (dell’amore)

‘Le quaranta porte’, di Elif Shafak, è un libro particolare, che mi è arrivato in un modo molto specifico che ha reso evidente che fosse la lettura da farei questo momento.
Racconta dell’amicizia fra il poeta persiano Rumi e il derviscio Shams-i Tabriz, suo maestro e compagno di cammino spirituale.
Senza il contributo di Shams, che viveva l’amore mistico, era a stretto contatto con il divino e proponeva e praticava una ‘religione d’Amore’ -riassunta in 40 regole-, la poesia ormai celebre di Rumi non sarebbe esistita.

Shams-i Tabriz era considerato un eretico e un ribelle si suoi tempi (il XIII secolo) perché usciva fortemente dai precetti dell’Islam, anche dal sentiero dei Sufi, e proponeva una ricerca intima e personale di Dio, che passava attraverso esperienze interiori profonde e assolutamente individuali. Non solo è stato il sole (è questo il significato del suo nome) e il mentore per Rumi, e ha introdotto le ‘quaranta regole dell’Amore’, ma è anche un maestro Eck a cui sono molto legata.
È l’uomo con il cappello che vedete nella cornice, e mi fa compagnia su una mensola in casa.

Vi sento che dite, frase dopo frase, ‘Eh?’, per cui forse serve qualche spiegazione in più.
Cosa è un derviscio?
Cosa è un sufi?
Cosa è un Maestro Eck?

Derviscio significa ‘povero’. Un derviscio è un membro di una confaternita religiosa islamica, una specie di frate. Sono famosi i dervisci rotanti, quei monaci vestiti di bianco che danzano vorticando su loro stessi entrando così in un uno stato contemplativo.

Il sufismo è la dimensione mistica ed esoterica sempre dell’Islam. I Sufi sono quindi un gruppo mistico. La loro visione non è ‘ortodossa’ e quindi pare non siano ben visti dal mondo islamico tradizionale.

I maestri Eck sono ricercatori spirituale e viaggiatori spirituali, veicoli dello Spirito (Eck = Spirito Santo, la fora vitale, la Corrente di vita udibile che sostiene tutta la vita) che assistono e proteggono le persone nei loro studi e viaggi spirituali; come guida e mentore, accompagnano le anime nella loro individuale e personale strada verso Dio e la libertà spirituale. Spesso appaiono nei sogni o nei momenti di contemplazione.
Ci sarebbe molto altro da dire sui maestri Eck, ma forse lo farò un’altra volta 🙂

Per il momento mi rallegro molto di avere trovato ‘Le quaranta porte’ e di sapere che anche la letteratura ricorda questo personaggio molto, molto particolare.
Il messaggio di Shams-i Tabriz, e dei maestri Eck, vive ancora oggi e si diffonde in modi imprevisti e imprevedibili, attraverso le parole e l’esempio di persone che cercano il divino in loro stesse e che hanno capito che ciascuno coglie della Verita solo ciò che è in grado di comprendere in quel momento.

Vi lascio con una chicca.
Ho trovato il testo completo di Le quaranta regole dell’amore di Shams-i Tabriz. Qualcosa da stampare e appendere per casa, sugli sportelli della cucina e nelle ante dell’armadio.

Un pensiero su “Le 40 porte (dell’amore)

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