Storia di una torta alle noci, di una principessa e di una strega

Da molti anni, saranno 25, frequento con una buona costanza degli amici in Svizzera. Nell’arco degli anni, in molte occasioni, con loro ho mangiato la deliziosa ‘Torta dei Grigioni” (uno dei cantoni) o ‘Torta con le noci dei Grigioni”. Si tratta di un guscio di pasta frolla con un ripieno di crema di caramello e noci del Grigioni. La frolla copre anche la parte superiore della torta, quindi il ripieno è nascosto finché non si taglia una fetta.
Credo che sia la torta più buona che io abbia mai mangiato!

Nonostante numerosi tentativi, non ero mai riuscita a trovare altrove lo stesso sapore, nemmeno comprando alla Migros torte dei Grigioni confezionate.

Poi un giorno, credo fosse il gennaio dell’anno scorso, attorno al compleanno di uno dei miei fratelli, ho scoperto la torta di Grenoble, o ‘Torta con le noci di Grenoble’. In teoria si tratta di due torte diverse, una Svizzera e l’altra Francese, e qualche piccola differenza nella preparazione e negli ingredienti c’è. Tuttavia, vi assicuro che, quando ho provato a fare la torta di Grenoble ho finalmente ritrovato quel sapore delizioso della torta dei Grigioni.

A questo punto: come chiamo la torta? Di Grenoble o dei Grigioni? Facciamo che si chiama ‘Torta alle noci e caramello’?
Ma dopo tutto: Cosa c’è in un nome? Ciò che noi chiamiamo torta dei Grigioni, con un altro nome conserva sempre lo stesso sapore. 😛

Per Natale, dato che sono stata incaricata di preparare il dolce del pranzo del 25, ho rispolverato la ricetta per regalare alla tavolata un momento di puro godimento. E per inaugurare lo stampino a forma di fiocco di neve che ho preso in offerta da Maisons du Monde 😛 (6€ non li avrei mai spesi per uno stampino, ma 3€ erano accettabili).
Per addolcirvi la fine delle vacanze, ecco la ricetta. E poi un consiglio di lettura.

RICETTA DELLA TORTA DI GRENOBLE

Per la frolla

  • 420 g farina bianca
  • 110 g zucchero a velo
  • 130 g burro
  • 4 uova medie
  • 1 bustina di vanillina
  • 1 pizzico sale

Per la crema di caramello e noci

  • 300 g noci (peso da sgusciate; se sono ancora da sgusciare, contate circa 600 g)
  • 250 g di zucchero semolato
  • 250 ml di panna fresca
  • 1 cucchiaio miele

Versate in una ciotola farina, zucchero a velo, vanillina e sale; incorporate il burro a pezzettini sfregandolo con le mani per ottenere un impasto granuloso, simile alla sabbia bagnata. Aggiungere le uova e lavorate il composto con una forchetta fino ad ottenere un impasto molto morbido e appiccicoso. Rimarrà molto umido, ma va bene così. Avvolgetelo nella carta da forno e mettetemo in freezer a rassodare per 30 minuti.
Tritate le noci in modo grossolano utilizzando il coltello.

In una pentola a fondo spesso, versate piccole dosi di zucchero; solo quando una prima dose di zucchero sarà sciolta, aggiungetene una seconda fino a terminare tutto lo zucchero. Cercate di non mescolare il caramello, ma di lasciare che si sciolga da solo; la fiamma va tenuta bassa e ci vuole pazienza. Quando tutto lo zucchero sarà sciolto, aggiungete il miele e mescolate brevemente (un paio di giri), quindi versate in 3 o 4 volta la panna bollente (deve essere bollente per evitare schizzi ustionanti). Mescolate un paio di volte e spegnete. Aggiungete alla crema le noci e mescolate, quindi versate tutto il composto in una ciotola e fate intiepidire.

Intanto scaldate il forno a 180° e stendete la frolla con il matterello, a uno spessore di circa mezzo cm, quindi disponetela in una tortiera a cerniera di diametro 24 cm. Rifilate la pasta ai bordi e tenete da parte la frolla avanzata per usarla dopo per le decorazioni: strisce per le losanghe, o stelline, o animaletti… come vi piace. Io, per Natale, come dicevo, ho usato la mega formina a fiocco di neve.

Con la forchetta bucherellate il fondo della frolla, quindi versate l’impasto. Livellate bene il ripieno e applicate le decorazioni. Infornate e a 180°C per 40 minuti; a fine cottura, lasciate raffreddare completamente la torta nella teglia. Toglietela dalla teglia solo quando sarà a temperatura ambiente, per evitare che la frolla si crepi.

E qui il risultato finale, con anche contorno di biscotti al riso rosso e cannella.

Un consiglio di lettura

Parentesi libraria: nei giorni di Natale stavo leggendo ‘L’accademia del Bene e del Male’, che è il libro nella foto ed è il primo di una serie che al momento conta 5 volumi più uno in uscita. Lo ho finito il 30 e ora sto leggendo il secondo capitolo cha ha come sottotitolo ‘Un mondo senza eroi’.

E’ una storia molto carina e originale: nel villaggio di Sophie e Agatha tutti sono in grande fermento perché vogliono evitare che, come accade ogni 4 anni, il Gran Maestro arrivi e ‘catturi’ due ragazzini per portarli all’Accademia del Bene e del Male e istruirli a diventare i Buoni e i Cattivi delle fiabe. La bella Sophie, bionda e boccolosa, dedita in modo maniacale all’estetica, appassionata di rosa, con un curriculum di buone azioni, desidera essere catturata per andare all’Accademia, sezione dei Buoni, e prepararsi a un futuro glorioso e regale; la cupa Agatha, sempre vestita di nero, con pesanti stivali dalla suola spessa e il muso lungo, che vive con la madre in una casa entro i confini del cimitero, non crede affatto all’amica e cerca di arginare le sue scellerate fantasie.
Eppure non si tratta di leggende: il Gran Maestro arriva e cattura entrambe le ragazze, assegnandole però alle scuole inverse rispetto alle previsioni: Sophie alla scuola del Male, dai cattivi, e Agatha alla scuola del Bene. E’ un disastro! Mentre Sophie non desidera altro che cambiare scuola, Agatha vorrebbe semplicemente tornare a casa sua. L’unico modo per abbandonare l’Accademia, però, è vivere fino infondo la propria fiaba, per giungere al proprio ‘Lieto Fine’.

E’ una lettura che consiglio a tutti, piacevole e divertente, ma anche con messaggi profondi sul senso del Bene e del Male e sui ruoli che essi giocano nel mantenere l’equilibrio nel mondo. I Buoni non sono completamente buoni e i Cattivi non sono completamente cattivi. Entrambi condividono valori come il senso dell’onore e la determinazione, la risolutezza, l’agire per uno scopo; semplicemente li vivono in modo diverso.

Mi piace, inoltre, che nella storia non ci sia un giudizio morale, non c’è una parte favorita. I Buoni e i Cattivi ricoprono semplicemente dei ruoli e per fare questo seguono delle regole. Finché seguono quelle regole compiono il loro dovere. Ma, detto ciò, cosa succede quando le regole vengono infrante?

Buona torta e buona lettura ❤

2 pensieri su “Storia di una torta alle noci, di una principessa e di una strega

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...