Una domenica di maggio

Teli colorati che ondeggiano stesi sui fili, un guanciale stropicciato si riempie del sole di maggio. Un dondolo danza all’ombra della sfera di un bersò ricco di foglie che vibrano alla brezza. Musica cubana avvolge i palazzi e si mescola alle campane lontane e allo stridio del treno.

La menta e il rosmarino, accarezzati dal vento, brillano e crescono, sprigionando il loro profumo. Una cornacchia gracchia nascosta fra i rami, i passeri le rispondono cinguettando.

Una donna sbatte un lenzuolo color corallo, poi lo appoggia ai fili del balcone e con attenzione lo ripiega per farlo asciugare senza che si sgualcisca. Poi stende con cura una maglia colore delle azalee.

Panni giallo limone, tappeti color delle olive, tovaglie candide e camicie blu notte. Tutto danza al ritmo degli alberi e rallegra i palazzi.
Risate nascoste dietro le finestre.
Poi all’improvviso il silenzio.

La musica cessa, le campane si placano. Restano solo le voci nei giardini, il lento ritmo di una piccola zappa che sistema l’orto improvvisato nell’aiuola. 
Un’auto solitaria passa in lontananza, una mosca irrequieta sul davanzale si leva e si posa due volte, tre volte, poi guizza via e sparisce. Sfere irregolari di polline volteggiano nel cielo terso e intenso come uno zaffiro.

Ora il vento fra le foglie è il solo protagonista e il timido tintinnare delle posate segna il ritmo del suo canto.

3 pensieri su “Una domenica di maggio

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