Le ricette magiche di Nostradamus

“Michel Nostradamus è conosciuto soprattutto per i suoi messaggi profetici. Eppure, questo singolare personaggio, prima di essere veggente è medico: un medico ispirato, che sa completare la conoscenza del tempo con la tradizione dell’antica medicina domestica, dalla quale scaturisce spesso la scintilla del magico.”

In questi giorni d’autunno, in cui un po’ la magia aleggia assieme al profumo del pane appena cotto e della torta di mele sfornata, vi racconto qualche curiosità sul misterioso e quasi leggendario personaggio di Nostradamus. E vi presento un insolito libro che contiene le sue ‘formule’ per una vita sana, lunga e serena: ‘Le ricette magiche di Nostradamus e altri contemporanei‘ su salute, diete, longevità, amore e bellezza, di Renzo Baschera, un giornalista e scrittore esperto in tema di profezie.

È un libricino curioso che ho scovato parecchi anni fa a una fiera del libro usato e che ho trovato da subito molto divertente. Le ‘ricette’ che propone sono “insegnamenti senza tempo, perché affondano le loro radici nell’attenta osservazione della natura e del comportamento umano. Sono insegnamenti semplici, che non implicano costi” ma solo un po’ di ascolto di se stessi e qualche buon ingrediente.

Andiamo per ordine.


Chi era Nostradamus?

Michel Nostradamus nacque nel 1503 in Provenza ed era un medico (anche se in un modo un po’ diverso da come pensiamo oggi alla professione). Si definiva ‘medico astrofilo’ non solo per sottolinare i suoi studi astrologici e astronomici, ma anche per evidenziare l’importanza dell’influsso degli astri sulla salute e sul comportamento degli esseri viventi.

Era nipote di due nonni illustri da cui imparò l’arte e il mestiere: da una parte c’era il nonno paterno Pierre di Nostra Donna (il cognome venne trasformato nel 1529 in Nostradamus), espero nello studio delle erbe medicinali. Dall’altra il nonno materno, Jehan de Saint- Rémy, esperto in astronomia e nello studio dell’influsso degli astru sull’uomo.

A quindici anni, il padre decise di mandare Michel ad Avignone perché iniziasse gli studi classici e i biografi riportano che “il giovane, parlando spesso di astri e di meteoriti, finiva per stupide anche i suoi insegnanti, che decisero di chiamarlo giovano astrologo”. Dopo una prima parte di studi, Nostradamus si trasferì a Montpellier, per seguire i corsi di filosofia e medicina e si laureò in medicina nel 1533.

I primi passi

Quando ad Aix si diffuse la peste nera, Michel ebbe la sua prima grande occasione “di sperimentare la medicina secondo l’insegnamento della scienza, della tradizione e della magia” e pare che, nel giro di poche settimane dall’arrivo di Nostradamus, migliorò fortemente la situazione della città che, fino a poco prima ‘rigurgitava cadaveri dai cimiteri’. Insomma, la peste venne sconfitta e gli abitanti di Aix rientrarono nelle loro case festeggiando il medico-astrofilo che aveva vinto il flagello.

Poco tempo dopo, per soddisfare le numerose richieste di consigli medici, Nostradamus decise di pubblicare in “Almanacco di medicina popolare” al quale si aggiunse, qualche anno dopo, un “Trattato sui rimedi”.

Le influenze

Nostradamus visse nel periodo in cui i grandi intelletti si interessavano al neoplatonismo, lo stesso periodo in cui Philipp Theofrast von Heheihein, noto come Paracelso, pose la teologia, l’astrologia e l’alchimia a fondamento della sua medicina. Era il tempo di Lutero e degli esperimenti anatomici di Vesalio, nonché il momento del passaggio di una sorprendente meteora che somigliava ‘a un drago, a un serpente fiammeggiante, a un fuoco immenso, con una coda meravigliosa’. Era, in pratica, un tempo di sperimentazioni e suggestioni, di fede, magia e medicina che si mescolavano sovrapponendo, anzi eliminando totalmente i loro confini, con un risultato mistico, affascinante ma anche molto superstizioso. È in questo scenario che Nostradamus scrisse le sue Centurie. 

Le ricerche mediche di Nostradamus 

Nostradamus non si limitò a fare previsioni più o meno apocalittiche ma, in quanto medico, scrisse anche dei ‘consigli di buona salute e delle ricette per ritornare in salute’, insegnamenti a metà strada tra la medicina ufficiale del tempo e la magia, tra l’alchimia e l’esotrerismo. Contengono tante volte elementi che fanno un po’ sorridere, ma tante altre mostrano il buon senso di naturali che possono fare tanto bene anche ai giorni nostri. Un esempio? In ‘Ricette magiche di Nostradamus’, fra le prime pagine, si legge:

‘Esiste una medicina a portata di tutti per rendere vivace il fluire del sangue e per eliminare gli umori nocivi. Tale medicina si chiama camminare’. Nostradamus dice ‘guardatevi da l sangue stagnante. È questa la causa prima che fa invecchiare l’organismo. Quando la gioventù è al tramonto dovrete inserire nelle vostre abitudini una camminata giornaliera, da farsi nelle prime ore del giorno. Così d’estate, come d’inverno; avendo cura di scegliere come posto un luogo tranquillo, con piante, fuori e uccelli e senza il rumore dell’uomo.
I passi vanno condotti lentamente, ma senza fiacca. Il ritmo non dev’essere sempre uguale. E il corpo non deve essere rigido. Dovete muovere tutte le giunture, tutte le muscolature. Ma quando la stanchezza affiora lasciatevi andare in terra per un adeguato riposo.

Altro esempio pratico è quello della meditazione, per mantenere in piena forma il sistema nervoso.

‘Tre cose di devono saper scegliere per la meditazione: il luogo, il tempo e il cuore del pensiero. Il luogo dev’essere silenzioso, nella penombra, vicino a piante, fiori, cespugli. Il tempo migliore è ai due estremi del giorno, cioè all’alba o al tramonto quando le luci sono tenui. Il cuore del pensiero può essere un’immagine reale. Ponetevi in comodità davanti a un fiore e fissatelo, in silenzio, aspirandone il profumo. Chiudere poi gli occhi e continuate a immaginarlo senza pensare ad altro. Dopo qualche tempo sentirete rilassarsi i nervi e scorrere lentamente il sangue nelle vene. Così estraniati dal mondo, attingerete forza cosmica perché sarete più vicino alla grande madre Natura.

Fra questi consigli per una vita sana spuntano poi ricette per impacchi, pediluvi e tisane, filtri della felicità, talismani della salute, pratiche per stimolare i centri energetici, ricette d bellezza e preparati afrodisiaci. ‘Le ricette magiche di Nostradamus’ è sicuramente un libro curioso, con buoni consigli e che risulta un po’ saggio e un po’ ingenuo, un po’ fonte di ispirazione e un po’ di divertimento. Sono sicura che, con il giusto discernimento, ciascuno di noi potrebbe trovare in questi vecchi principi e consigli qualcosa di interessante per la propria vita.

P.S. La ricerca del benessere e della felicità passa anche per una buona fetta di torta di mele. Vi lascio qui la ricetta della torta in foto.


TORTA DI MELE CON ROSELLINE DI MELA

INGREDIENTI
4 mele
3 uova
un cucchiaio di cannella (opzionale)
300 g di farina
200 g di zucchero
150 g di burro fuso
una fettina di burro per ungere la tortiera
mezza bustina di lievito per dolci (circa 8 g)

Sbucciate le mele e tagliatene 3 a fettine molto sottili e 1 a cubetti. Sbollentate metà delle fettine per qualche minuto, dovranno diventare morbide e facili da arrotolare.

Mescolate uova e zucchero, aggiungere la farina e, se volete, la cannella. Incorporate il lievito e per ultimo il burro fuso, quindi la mela a cubetti, mescolando tutto fino ad avere un composto omogeneo.

Versate l’impasto in una teglia a cerniera (da 20-25 cm di diametro) già unta di burro.
Infilate le fettine di mela ancora cruda lungo i bordi, creando due o tre giri di cornice, fino a esaurimento delle fettine.

Prendete le fettine cotte e disporle su un piano di lavoro sovrapponendole leggermente una all’altra dal lato corto. Doveste riuscire a realizzare 3 o 4 file da 5-6 fettine ciascuna. Arrotolare ciascuna fila su se stessa, partendo dalla prima fettina di mela. Otterrete delle roselline.

Con cura, per evitare che si smonti tutto, posizionate le roselline di mela sulla superficie della torta, premendo leggermente per incastrarle nel punto giusto. Devono sbordare un po’; quando la torta sarà cotta, le roselline saranno invece quasi a filo della pasta.
Se vi avanzano delle fettine, potete tagliarle a forma di foglia (con il coltello o, se li avete, con gli stampini dei biscotti) e finire di decorare la superficie

Cuocete per circa 50′ in forno ventilato preriscaldato a 180°C.

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