Kid, il ragazzo che voleva essere Diabolik

A parte il rumore assordate dei motori, c’era da considerare che in gara gli scarichi producevano una quantità spropositata di gas tossici. Se in ogni categoria, sulle strae come sulle piste, tutti avessero iniziato a usare mezzi elettrici, magari qualcosa sarebbe cambiato. Erano proprio i qualunquisti (come aveva detto lei) a pensare che null sarebbe mai cambiato e che, a cambiare, dovevano cominciare sempre gli altri. Ma chi sono gli altri, stava pensando Kid, se non noi stessi?

Kid Clermont è un ragazzino di tredici anni con la passione per i motori, il parkour e i fumetti di Diabolik. È il campione in carica del caponato regionale di minicross (con il record assoluto di sette vittorie consecutive) ma dentro di lui sta succedendo qualcosa. Gli importa davvero del minicross? Cosa è quella insoddisfazione di fondo che lo attanaglia ultimamente e che gli fa vedere il minicross come un surrogato dell’adrenalina che cerca?

Sovreccitato all’idea di essersi procurato i biglietti (andati a ruba!) per l’anteprima del film su Diabolik, si è distratto e ha perso l’ultima gara. Gli importa ancora del campionato? Meglio non dire al team manager a cosa stesse pensando, vero?

Una cosa è certa: Kid realizza di voler lasciare un segno nel mondo, fare qualcosa di grande, vivere avventure come quelle del suo eroe preferito. Non importa se Diabolik nelle storie è un criminale. Non è un criminale-criminale, ha il suo codice etico e punisce i cattivi, dopo tutto. Insomma, non è cattivo, è che lo disegnano così.

Mentre Kid se la spassa al cinema incontrando un Diabolik quasi credibile nonostante la pancetta, a pochi chilometri un’auto perde il controllo e precipita nel mare. Dei tre passeggeri, solo uno si salva: Miriam, tredici anni. È la figlia delle vittime di quel volo, una coppia di attivisti ambientalisti che si stavano recando in uno studio televisivo dove avrebbero rivelato gli scottanti risultati delle loro indagini sul tema dei lantanoidi.

Traumatizzata, provata fisicamente dall’impatto e con la memoria in buona parte appannata, Miriam viene condotta in ospedale. Lì incontrerà la detective Alessandra Mertz, della Polizia Giudiziaria, e Mario Clermont, il procuratore della cittadina di Angel-Mer. La polizia ha aperto un’indagine sulla vicenda, e, data la situazione particolare, ha messo sotto protezione Miriam, che si ritrova con i capelli corti e biondi, non più lunghi e rossi, e assume il nome di Evelyn. Il programma prevede che trascorra il periodo successivo sotto la tutela della famiglia del procuratore Clermont.

È così che si incrociano le strade di Kid, il patito di Diabolik, che del procuratore Clermont è il figlio, e di Miriam-Eve(lyn), la ragazzina che adora Harry Potter, ha vissuto ovunque nel mondo, e assomiglia a Eva Kant.

E mentre Kid cerca di ‘sopportare’ e ‘supportare’ questa strana ragazzina, che si rivela molto più in gamba e amabile delle sue sciocche previsioni, lei lo conduce a porsi domande sull’ambiente e a considerare che c’è un’alternativa green a tutto, basta superare il qualunquismo. Sarà per loro l’inizio di un’avventura fuori da ogni previsione, come paladini della giustizia e dell’ambiente, una versione green, teen e senza macchia degli ambigui Diabolik ed Eva Kant. E, accanto all’adrenalina, sarà anche per i due l’inizio di uno splendido rapporto fraterno.

Direi che “Kid, il ragazzo che voleva essere Diabolik’, di Guido Sgardoli (edizione DeA) mi è piaciuto è dire poco. Il libro, nei negozi da oggi 24 novembre, è divertente, originale, scorrevole, un thriller per ragazzi ricco di interessantissimi spunti di riflessione sui temi ambientali e dello stare assieme.
È una storia felicemente attuale: lancia numerosi inviti alla responsabilità ambientale e alla coscienza delle propria azioni, nonché alla consapevolezza che, per quando piccolo, ciascuno può realmente dare un contributo costruttivo all’umanità e al Pianeta. È anche un libro (e me ne rallegro tantissimo!) in cui l’equilibrio fra le parti c’è e la presenza femminile e maschile è ottimamente bilanciata, finalmente senza stereotipi di genere; una storia nei cui eroi possono riconoscersi ragazzi e ragazze indistintamente.

Insomma, un libro che mi ha tenuto compagnia e fatto divertire parecchio e che rileggerei subito, per scovare nuovi spunti che al primo giro mi sono persa, presa dalla trama. E anche un libro che mi ha fatto venire voglia di leggere qualche album di Diabolik 🙂 Perché no?


Qualche curiosità

I fumetti di Diabolik sono ambientati nella regione francese della Provenza-Alpi-Costa Azzurra. Angel-Mer, luogo in cui si svolge la vicenda, ha tutta l’aria di essere un omaggio a quelle parti 🙂
Tuttavia i nomi dei personaggi sono ‘internazionali’, con nomi e cognomi che richiamano provenienze miste e rendono la storia collocabile ovunque. Ho trovato anche questo molto interessante e inclusivo. Non so se fosse nei piani, ma l’impressione è stata questa.

Il nome originale di Evelyn è Mirian Lyon. Tradotto in italiano diventa Miriam Leone, l’attrice che interpreta Eva Kant nel film di prossima uscita.

Il film su Diabolik, di cui questa storia sembra essere una allegra anticipazione, dovrebbe uscire a fine anno. Per i curiosi, ecco il tesser trailer.

Il team manager di Kid, Dan, sta lavorando a un prototipo di moto elettrica a cui è stato dato il nome di Giaguaro, un omaggio alla Jaguar di Diabolik.

Il libro contiene alcune tavole di Andrea Artusi, disegnatore di fumetti e curatore del formato elettronico di Diabolik. Chi meglio di lui per illustrare la storia? Eccone un paio.


Una nota per me: dare sempre retta a Chiara, di ChiaramenteLettrice, quando mi propone qualche lettura in anteprima. Ha fiuto, la ragazza 😀 Grazie di avermi coinvolta anche questa volta e grazie a Dea Planeta Libri per fidarsi del nostro (in)sindacabile parere.

Siamo un gruppetto di curios* e abbiamo avuto la bella occasione si leggere questa avventura in anteprima. Il mio parere entusiasta lo avete letto; per altri punti di vista, ecco tutte le tappe del Review Party

Un pensiero su “Kid, il ragazzo che voleva essere Diabolik

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...