Il Buon Creatore e l’Ortica d’oro

Molto spesso le ortiche vengono associate a qualcosa di negativo, sarà per via delle foglie urticanti. La pianta cresce su terreno spesso incolti o abbandonati, per questo si dice ‘buttare alle ortiche’ per intendere di gettare qualcosa. In tante narrazioni l’ortica raffigura il fuoco dell’inferno.

Nonostante una certa cattiva fama, l’ortica una pianta dalle molte proprietà benefiche: se ne ricevano rimedi contro i calcoli biliari, per curare le ferite, contri tosse e raffreddore, antiforfora… si fanno anche dei manicaretti: ad esempio si può usare per fare il risotto, la si può mangiare lessata, o aggiunta alla frittata. In Siberia se ne ricava anche una tela molto resistente.

Sempre in Russia, durante la notte di San Giovanni i ragazzi saltavano l’ortica a scopo propiziatorio, come altrove era usanza saltare i fuochi. In Tirolo un’usanza popolare è di gettare le ortiche nel fuoco quando scoppia un temporale, per allontanare i pericoli e qualcosa; nel Canavese (che è la zona attorno a Ivrea, in Piemonte) i contadini sostenevano che portando dell’ortica su di sé si sarebbe stati al sicuro da qualsiasi maleficio. Più anticamente si attribuivano all’ortica proprietà afrodisiache e questo tema si ritrova in canti e ballate popolari di varie zone.

L’acido formico contenuto nei peli che ricoprono le foglie genera un bruciore particolarmente fastidioso e penso che, almeno una volta, sia capitato a tutti di provarlo. Eppure l’ortica urtica solo se viene presa ‘nel modo sbagliato’

Se presa nel modo giusto, cioè senza sfregare stelo e foglie (così da non rompere le punte contenenti l’acido) non fa male. L’alternativa è… trattarla con i guanti 😀

Insomma… Buona o cattiva? Possiamo dire che è una pianta fraintesa?

A proposito, c’è una bella leggenda dei nativi americani che ho scoperto leggendo ‘Il Canto delle Sette erbe’. Dice così

‘Quando il creatore di tutte le cose buone creò questo mondo meraviglioso, fece sì che ogni cosa fosse buona. Gli animali e l’uomo vivevano in armonia e ogni cosa sulla Madre Terra vivevano in equilibrio e libertà.

Tuttavia non esiste solo il creatore delle cose buone, ma anche quello che potremmo chiamare il creatore delle cose cattive.

Quando il creatore delle cose cattive vide tutta quella pace e quell’armonia, la sua mente non ebbe riposo e trascorse molto tempo a pensare come portare la sua oscurità nel mondo.

Creò l’odio e l’avidità, la gelosia e seminò questi sentimenti fra gli uomini. Naturalmente non poté raggiungerli tutti, ma molti comunque ricevettero il potere di nuocere alle altre persone e ai fratelli e alle sorelle del regno animale. Ben presto molte persone cominciarono ad ammalarsi nello spirito e nel corpo.

Quando il Buon Creatore vide quello che era successo divenne molto infelice e pensò a come aiutare tutte quelle persone e quegli animali. Così creò la prima erba, una pianta per alleviare la sofferenza della Madre Terra, e chiese aiuto ai Sole, alla Luna e alle stelle. Il sole donò luce e forza alla pianta, la Luna le donò pace e amore, le stelle infusero orza e armonia.

I Venti, le Piogge, il tuono e il Fulmine offrirono il loro aiuto a far crescere la pianta e Madre Terra la accolse con gratitudine perché quando i suoi figli soffrono, anche lei soffre.

Era una pianta bellissima che sembrava oro puro. Con i suo amore per le persone e per gli animali, l’erba li aiutò a diventare nuovamente forti nel sangue, nel corpo e nello spirito. Tutti andarono a trovare guarigione presso la pianta, e c’era molta gratitudine. 

Dopo un po’, però, troppi la cercarono, anche coloro che non ne avevano bisogno, e così divenne difficile trovare nuovi esemplari. La maggior parte delle persone non diceva più grazie né alla pianta né al creatore delle cose buone, né, perfino a Madre Terra, al Sole e alla Pioggia. Ognuno dva per scontato che la pianta non avrebbe mai smesso di aiutarli e la pianta ne fu rattristata. Lei che donava a tutti senza riserve, cominciò a perdere la sua vitalità. Non sapendo più che fare, debole e triste, chiamò il Buon Creatore per chiedere aiuto, raccontandogli cosa stava succedendo.

Il Buon Creatore divenne triste, ma anche adirato. Disse alla pianta ‘tutti coloro che hanno bisogno del tuo aiuto devono imparare una lezione e renderò per loro le cose meno facili!

Cambiò l’aspetto della pianta: da dorata divenne verde; ricoprì foglie e stelo di minuscoli peli e su ciascuno di questi mise un piccolo fulmine.

Disse ‘Tutti coloro che avranno bisogno del tuo aiuto dovranno dapprima soffrire perché non ti sono stati riconoscenti. La puntura per la quale soffriranno servirò a ricordare che non hanno pronunciato la parola sacra. Ma non sarà troppo duro: ti lascerò tutta la forza e i poteri di guarigione che possiedi. Da quel giorno quella pianta fu chiamata Ortica.

Se venite punti da questa pianta, non ve la prendete con lei, ma ringraziatela perché anche il dolore dona guarigione e vi ricorda di dire grazie.

Se vi ricorderete in tempo di dire grazie all’Ortica, essa stessa non vi pungerà più. Questa piana possiede gli stessi grandi poteri curativi di cui era dotata quando non era verde e urticante. Nel suo cuore e nel suo spirito è una pianta d’oro purissimo.

E a proposito di ortica, vi saluto con questa canzone del mio amatissimo Jannacci (che genio!)

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