Un saggio ripieno alla mela

Domenica dolcetti. La settimana scorsa ho sperimentato una ricetta nuova e ho provato a fare i dolcetti ripieni di mela. Sono profumati, morbidi e confortevoli. Vi racconto come si fanno e poi… qualcosa di particolare sulle mele. Un attimo di pazienza, andiamo per ordine.

I DOLCETTI

La base è più o meno la stessa che preparo per i frollini, però ho aggiunto una bustina di lievito per dolci, vanillina e cannella.

Riepilogando

INGREDIENTI PER LA PASTA
250 g di farina senza glutine
1 uovo (60 g)
100 g di zucchero
100 g di burro
1 bustina di lievito per dolci
una generosa spruzzata di cannella
1 bustina di vanillina.

INGREDIENTI PER IL RIPIENO
2 mele
una noce di burro
un cucchiaino di cannella
2-3 cucchiai di confettura all’albicocca
1 cucchiaio di zucchero

Sbatti zucchero e burro fino a ottenere un impasto cremoso, aggiungi l’uovo, incorpori gradualmente la farina, poi il lievito, la vanillina, la cannella. Impasti tutto fino a ottenere un composto omogeneo a palla, lo avvolgi nella pellicola da cucina e lo metti a a riposare in frigo per 30 minuti.

Intanto prepari il ripieno: sbucci le mele e le tagli a cubetti piccolissimi. Le metti a cuocere, con il burro, in una casseruola. Appena si ammorbidiscono e iniziano a sfaldarsi, aggiungi zucchero e cannella, un bicchiere d’acqua e lasci che tutto cuocia per circa 15 minuti, così che la mela diventi più morbida e cremosa ma non del tutto disfatta. Quindi spegni il fuoco, aggiungi la confettura, mescoli per bene e lasci raffreddare.

Ora è il momento di mettere assieme le cose.

Prendi la pasta, con il matterello la stendi su un piano di lavoro leggermente infarinato fino all’altezza di 3-4 mm. Con un bicchiere tagli la pasta a dischi.

Con un cucchiaino, poni al centro del disco di pasta una pallina di ripieno. Sollevi i lembi del biscotto e li fai convergere, unendoli  come se chiudessi un sacchettino. Manipoli un po’ l’impasto finché non diventa tonto e un po’ schiacciato, giri a testa in giù il biscottino (in modo che la chiusura sia sotto) e lo riponi sulla leccarda. 

Fai lo stesso finché non finisci o la pasta o il ripieno :-D, quindi inforni a 180°C in forno ventilato per 15’, finché non diventano dorati. Se il forno è statico, aumenta a 190°C.

Mi hanno dato soddisfazione questi dolcetti e ho in programma di rifarli provando un altro ripieno. Consideravo ganache al cioccolato, poi marmellata di arance, poi qualcosa con i frutti di bosco, poi della frutta secca con magari crema al caramello. Ogni spunto o consiglio per ripieni alternativi è ben gradito. 🙂


LE STORIE SULLE MELE

Avete presente il detto ‘Una mela al giorno toglie il medico di torno’, sì?
Come racconta Alfredo Cattabiani in ‘Florario. Miti, leggende e simboli di fiori e piante”, la mela, o meglio il melo, appare in molti racconti della mitologia di varie parti del mondo. Oltre alle storie di Avalon (l’isola delle mele), ci sono leggente e storie legate ad Alessandro Magno, che cercando in India ‘l’Acqua della Vita’ scopri delle mele che prolungavano fino a quattrocento anni la vita dei sacerdoti; e ci sono miti germanici in cui si racconta della dea Idun che possedeva mele meravigliose che avevano la facoltà di impedire l’invecchiamento.

La mela diventa protagonista di fatti e misfatti: celebre è la storia del pomo della discordia, dove un ‘incauto’ Paride decise di donare la mela d’oro alla più bella… sbagliata, causando le ire delle dee dell’Olimpo e dando così origine ai fatti che degenerarono poi nella guerra di Troia; c’è la mela del giardino dell’Eden, il frutto della conoscenza che gli umani non avrebbero dovuto mangiare (anche se secondo altre storie era un fico, dopo tutto Adamo ed Eva si coprono con le sue foglie.); Eracle dovette affrontare un Titano per impossessarsi delle mele d’oro del Giardino delle Esperidi.

La mela è da sempre un frutto magico e di conoscenza, un collegamento con gli altri mondi nonché un talismano di protezione, per via delle forma a stella che hanno i semi se si taglia la mela in sezione orizzontale.

C’è anche un mito celtico che racconta di Condla, il figlio di Con Cetchathac, che venne invitato da una bellissima fanciulla a partire per l’Aldilà su una barca di cristallo. Il padre si rivolge ai druidi perché lo trattenessero e questi fecero un incantesimo per scacciare la donna fatata. La donna, però, prima di svanire lanciò una mela a Condla ed egli iniziò a mangiarla, non desiderando altro cibo se non quello. Pr quanto mangiasse, la mela non si consumava e poco a poco quel frutto magico neutralizzò l’incantesimo permettendo alla fanciulla di tornare. A quel punto Condla salì sulla barca e non lo si vide mai più.

La mela è anche simbolo di Maestà Regale: sempre nella mitologia celtica è frequente che i sovrani o gli dèi portino con sé rami di melo, solitamente con mele d’oro. Gi imperatori romani, che lentavano di discendere da Venere, portavano una mela e la mela-globo su cui poggia la Vittoria Alata divenne simbolo del potere assoluto. Gli imperatori del Sacro Romani Impero sovrapposero a questa immagine una croce, per dimostrare che regnavano in nome di Cristo e questa insegna li accompagnò fin quasi all’Ottocento per ricordare ai sudditi l’origine divina delle autorità.

La forza di governo ma anche divina e salvifica portata della mela si trova inoltre in alcune rappresentazioni medievali di Cristo Salvatore, che regge una mela simbolo della liberazione del peccato originale o promessa delle future gioie del paradiso.

Storie a parte, sapete che esistono 7500 varietà conosciute di mele?
Io non ho ancora trovato la mia preferita, non so mai decidermi. Forse la Royal Gala o la Pink Lady. Credo di averne ancora parecchie da assaggiare prima di averle provate tutte e 7500.

Quale è la vostra preferita?

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