Una storia sulla famiglia e il suo karma

‘Io sono una famiglia – Il gabbiano’ di Liz Chester Brown, pseudonimo di Francesca Sivori è la storia di una Arianna che prende il posto di Teseo e deve riuscire a uscire dal labirinto sconfiggendo il Minotauro prima che sia lui ad annientare lei.
E di una Arianna che, lungo la strada si trova a dover sbrogliare e riavvolgere quel filo, fare ordine.
Ma prima ancora deve riuscire a vederlo, trovarlo, riprenderlo in mano, altrimenti tutto è vano.

Arianna che nasce in una famiglia complicata, con un padre estremamente amorevole e gioioso, e con una madre crudele e malvagia e non consapevole di esserlo, convinta anzi di essere nel giusto. Come potrebbe essere altrimenti per la madre, se i suoi esempi in famiglia e la sua educazione terribile e violenta le hanno insegnato che il mondo è organizzato in vittime e carnefici? A questo si aggiunge un disturbo psichico mai realmente riconosciuto né curato ma coltivato da un indottrinamento religioso malsano che vede nella sofferenza e nel dolore il segno della beatitudine. È lei il terribile Minotauro all’apparenza quasi umano ma dalla natura feroce.

In un lungo flashback si ricostruisce il ritratto della vita dei genitori e dei primi anni della famiglia. È una vita fatta di abbagli e reciproche speranze. I genitori si sono sposati per caso, conoscendosi poco e innamorandosi della propria fantasia dell’altro. Quando arrivano i figli, il padre, che inizia a capire che qualcosa non va nella moglie – e che non si tratta soltanto di un brutto carattere – diventa la luce nelle vite dei bambini e riempie di amore, calore e felicità tutti i solchi di dolore creati dalla madre, cercando di generare momenti di temporeneo equilibrio. Non è però in grado di allontanarsi né di allontanarli dalla tana del mostro e favorisce un quieto vivere, a cavallo fra la saggezza e la disperazione.
La madre, convinta di essere una giusta e meritevole educatrice, è incapace di qualsiasi empatia e affetto e ricrea gli schemi di potere vissuti in famiglia riempiendo di umiliazioni, angherie e sofferenza la vita di chiunque tenti di starle vicino. È la loro carnefice che si sente vittima.

Arianna, ormai adulta e in cura da uno psicoterapeuta, dopo una vita di inferno e un matrimonio imposto, dopo aver scavato per anni in se stessa si sente un pomodoro svuotato, come quelli pronti per essere riempiti e cucinati al forno. All’apparenza rossi e pieni, ma in realtà vuoti e molli, quei pomodori sono lì pronti a essere riempiti o a collassare. La polpa estratta con il cucchiaino non è da buttare, sarà parte del nuovo ripieno, ma quel ripieno va fatto e insaporito con gli ingredienti giusti, quelli di una nuova vita da ricostruire con le proprie mani.

Dopo una vita a metà, in cui Arianna ha continuato a vivere annichilita e succube delle imposizioni della madre, finalmente prende coscienza e comprende ciò che è accaduto. Inizia a realizzare il senso di quello che ha vissuto, la verità dietro la censura della propria mente, e così ritrova il filo e, con esso, l’uscita dal labirinto. 
C’è un lieto fine per Arianna.
Quella fine è il suo nuovo inizio.

(fonte: Pixabay)

‘Io sono una famiglia – Il gabbiano’ è una storia familiare dura e triste, ma raccontata con leggerezza e una punta di ironia, tanto da suonare come un’eco lontana di un ricordo sbiadito, superato e sciolto grazie all’amore e alla fiducia in se stessi. È una storia che per certi versi somiglia ad altre che mi sono state raccontate, benché meno estreme, e questo rende ancora più vivida l’impressione che mi lascia.
Mi apre a pensare al karma di famiglia, il più complicato e faticoso da gestire. È inevitabile che ci sia e spesso è un duro banco di prova. Lì sono i nodi più saldi e robusti e lì ci sono gli insegnamenti più grandi, se si ha la forza di guardarli e affrontarli.
Interfacciarsi con il karma di famiglia, in fin dei conti, è sempre una questione di libero arbitrio, lo strumento più delicato da utilizzare.

In ‘Spiritual Wisdom on Karma and Reincarnation’ Harold Klemp scrive

Pensa al destino come all’equipaggiamento, ai talenti o ai doni che uno porta in questa vita. Essi hanno il mandato divino di essere usarli per il bene di tutta la vita. È nostra responsabilità farlo, con saggezza.
L’idea del fato, o destino, è presa in giro in molti circoli occidentali. Tuttavia è un antico principio della vita spirituale.
Qual è la base per un pregiudizio contro il destino? Le persone sono in uno stato di confusione al riguardo. Si chiedono, “come possono il destino e il libero arbitrio coesistere fianco a fianco?
Il destino controlla le condizioni alla nascita. Molto di ciò che un individuo fa dopo la nascita è un libro aperto, un esercizio di libero arbitrio. Per riassumere, il destino governa le circostanze alla nascita; il libero arbitrio permette di scegliere come muoversi dietro di loro. La libera volontà compensa o addirittura supera gli inconvenienti del destino, ma solo attraverso il risveglio della propria coscienza. Si può così rimodellare la propria vita materiale e spirituale. […] 

Le persone si chiedono perché sono nelle famiglie in cui si trovano. Sono sempre i Signori del Karma che prendono la decisione finale tra le vite. La migliore opportunità spirituale non è necessariamente la vita più facile. Penso che molti di voi concorderanno sul fatto che la vostra vita è stata tutt’altro che facile. In effetti per molti è stato molto difficile. A volte il modo migliore per imparare le lezioni spirituali è attraverso le difficoltà. Ho avuto le mie difficoltà mentre crescevo. Oggi ho le mie difficoltà. La vita o ti schiaccerà, o ti eleverai al di sopra della vita, per vivere più pienamente e con più gioia.

E in un altro libricino che amo spesso consultare e che si intitola ‘Saggezza spirituale sulle relazioni’ dice

I migliori insegnanti della vita sono colore che gettano spine sul nostro sentiero. Finché questo ci disturba, abbiamo una lezione spirituale da apprendere. La compagnia delle persone attorno a te ti fornisce occasioni per imparare a fare delle concessioni reciproche. Supponiamo che tu eviti un certo individuo. Guarda la cosa da un’altra prospettiva. Bene o male, le vostre reciproche interazioni procureranno cambiamenti ad entrambi, anche se molto piccoli. Guarda dietro lo schermo. Cosa sta succedendo in realtà?

Inoltre, una volta che il karma tra di voi è risolto, il vostro rapporto avvizzirà, come un cetriolo senz’acqua. Il karma è proprio così esigente. Il mazzo di carte del karma contiene sia i cuori sia le picche, sia amici che nemici. […] Amici e nemici agiscono come allenatori spirituali. Smussano i tratti ruvidi tirate l’evoluzione dell’Anima. […] Fa’, dunque, molta attenzione quando volano scintille, perché alcune cose importanti in te, forse il coraggio o il perdono, hanno bisogno di essere lucidate.

Piccoli spunti per pensare al proprio mondo.

Mi torna in mente una vecchia storiella.
Un giorno uno scienziato vide un bruco trasformarsi in farfalla. Vide la enorme fatica che l’insetto faceva per uscire dal bozzolo e un forte dolore lo prese di fronte a quella scena. Vide che un altro bozzolo stava per schiudersi e, mosso da pietà, volle aiutare la farfalla, così prese le forbici e delicatamente tagliò la seta per favorire il passaggio. La farfalla che sbucò era deforme, aveva il corpo pieno di liquido e le ali rattrappite. Morì praticamente subito.
Lo scienziato capì che la farfalla aveva la necessità di passare tramite quel minuscolo buco e fare quella enorme fatica, altrimenti i liquidi nel suo corpo non sarebbero stati spinti nelle ali per riempirle e farle sviluppare, e il suo addome non sarebbe diventato lungo e sottile. Senza quel passaggio non sarebbe diventata davvero una farfalla.

A volte dall’esterno le difficoltà e le asperità della vita sembrano generate da un destino ignobile, ma sono indispensabili affinché la creatura che abbiamo di fronte si sviluppo davvero appieno.
Dovremmo avere pazienza e uno sguardo amorevole.
Dovremmo considerare che spesso siamo noi quella creatura.
Bisogna che il bruco diventi una farfalla.
Che Arianna diventi un gabbiano.
E che noi diventiamo noi davvero.


Ho letto tante opinioni, generalmente tutte positive, su questo libro. La cosa che ho trovato interessante è divertente è il messaggio che ciascuno ha visto alluso interno.

Chi ha visto che, tutto sommato, la sua vita non è così terribile, chi ha realizzato che rivolgersi a uno psicanalista non significa essere pazzi, chi ha rivissuto qualche aspetto della propria esistenza, chi ha trovato speranza e possibilità di riscatto o di rinascita. Ecco. È questo che trovo meraviglioso delle storie, quando sono raccontate in modo amorevole. Lasciano un seme in ciascuno e quel seme un giorno farà germogliare una nuova consapevolezza, piccola o grande.

Ringrazio molto l’autrice per avermi inviato una copia del suo libro e per aver voluto sentire il mio parere di lettrice. 
Mi si è presentata in modo simpatico, come ‘una musicista che per caso ha scritto un libro che sta avendo molti riscontri positivi, sia nei concorsi letterari (ben 8 riconoscimenti!) che dai lettori stessi.’

Per molti anni si è dedicata all’organizzazione e alla direzione artistica di evento legati alla musica classica a Genova e a Milano e oggi lavora per l’orchestra AllegroModerato di Milano. Ha fondato l’orchestra AllegroModerato in Madagascar, a Diego Suarez.
Come si legge sul sito dell’orchestra

La cooperativa AllegroModerato è nata con l’intento di dimostrare che la formazione musicale può attivare e sviluppare energie e competenze emotive, cognitive e relazionali. Tali risorse valorizzano la qualità della vita delle persone con fragilità psichiche, mentali e fisiche. La persona che ha difficoltà nell’organizzazione del pensiero, nella gestione delle emozioni e delle relazioni, trova nell’esercizio del lavoro musicale la possibilità di rielaborare ed esprimere il proprio mondo interiore e di condividerlo con profondità e consapevolezza. AllegroModerato crede che le conquiste fatte con la musica possano essere poi reinvestite nelle esperienze del reale e del quotidiano. Attraverso un lavoro paziente e grazie a una metodologia rivoluzionaria, AllegroModerato guida i propri musicisti fino alla soddisfazione dei concerti in pubblico.

http://allegromoderato.it

All’orchestra sarà devoluta la metà dei proventi del libro, che è autopubblicato, autopromosso e autodistribuito nelle librerie indipendenti d’Italia. Online è disponibile su Bookdealer.
Se lo leggete, fatemi sapere cosa ne pensate e cosa ha lasciato a voi. 🙂

2 pensieri su “Una storia sulla famiglia e il suo karma

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...