Briganti, cascine novaresi e torte profumate

Le leggende albergano in ogni borgo e in ogni memoria; a volte si celano fra i campi e dietro la mura di vecchie cascine.

Anni fa mi capitò per caso di entrare in un auditorio cittadino attirata dalla locandina di uno spettacolo teatrale gratuito che era appena iniziato. In scena c’era una sola attrice, Chiara Petruzzelli, che presentava al pubblico ‘L’ultimo ballo del Biondìn’.

Il Biondìn, ai tempi Francesco Demichelis, era un brigante di fine Ottocento, ricercato dalla ‘Gioanna’ (i carabinieri) da dieci anni e con due taglie sulla testa. Era evaso dal carcere di Novara, protetto dalla gente comune che lo considerava quasi un personaggio mitico, una specie di Robin Hood della zona. Era figlio di un camminante che una volta aveva ucciso una persona per legittima difesa; il Biondìn si era dato alla macchia vivendo di furti e illeciti. Amava la vita dissoluta, ma sentiva anche un forte legame con la gente delle campagne. La sua vita finì proprio in una cascina, quando una ronda dei carabinieri lo sorprese durante un ballo di fine monda.

L’attrice, bravissima, con piccolissimi gesti si trasforma in tutti i personaggi: con pantaloni e casacca è il Biondìn; aggiunge un basco e diventa un contadino; lo toglie e mette un grembiule per diventare una donna del popolo; aggiunge un cappello di paglia ed è una mondina. Alcune scene hanno bisogno di essere viste dall’alto per essere colte davvero. Come fare? Basta rovesciare un tavolo appoggiandolo sul bordo, perpendicolare agli spettatori, è la visione aerea è pronta. Bellissimo e geniale, davvero!

Qualche anno più tardi, per lavoro, ho avuto occasione di conoscere le sorelle Francese, dell’azienda agricola Cascina Canta di Gionzana (una frazione di Novara). La loro cascina, la Canta, si vuole sia stata proprio ai tempi il rifugio di briganti di fine Ottocento-inizio Novecento, proprio il tempo del Biondìn.
Quando i genitori (Eusebio e Bianca) arrivarono in zona dal vercellese in cerca di una terra da coltivare, intuirono che quello sarebbe stato il posto giusto. Solo dopo scoprirono la storia del brigantaggio che aveva coinvolto la loro cascina e vennero a sapere che in zona si aveva l’usanza di chiamare Mandian d’la Canta (brigante della Canta) chiunque avesse avuto il coraggio di abitare alla Canta.

Una storia curiosa che ha un certo fascino, devo dire.

Eusebio e Bianca continuano a dare il loro contributo, anche se ora la cascina è portata avanti dalle figlie e dalle rispettive famiglie. Coltivano riso e altri cereali, spesso cereali antichi e speciali come il riso Maratelli di cui sono custodi.

Collaboro con loro nell’ambito del mio lavoro, ma sono anche una affezionata cliente di questa simpatica famiglia con tante storie da raccontare. Così ho provato a fare una ricetta che mi hanno insegnato loro e che arriva da un loro amico di nome Giulio. È la ricetta della ‘Torta Suavitas citri paradisi‘ e, per ringraziare le sorelle Francese di questa chicca nonché di avermi donato assaggi di farine ‘strane’ e favolose da provare, ho voluto dedicarla alla loro cascina il risultato finale.

Ta-dan!

È una torta rustica, soffice e aromatica, molto adatta alla colazione e… per una bella merenda con il tè caldo.


La ricetta della Torta Suavitas citri paradisi

130 g di farina di riso
70 g di farina di miglio
130 g di farina di frumento Taylor
70 g di fecola di patate o di mais
4 uova
Succo e scorza di 1 pompelmo rosa e succo di 1 arancia
1 bustina di lievito vanigliato
1 cucchiaio di bicarbonato
150 g di zucchero di canna
1 cucchiaio di miele di acacia
130 g di olio di arachidi

Nota iniziale: se non trovate la farina di frumento Taylor, usate la farina di frumento normale. Se non trovate le farina di miglio provate a sostituirla con la farina integrale.
Io non avevo il pompelmo e ho usato il limone

Miscelate le farine, il lievito e il bicarbonato. In una ciotola a parte montate gli albumi a neve.

In un’altra ciotola montate i tuorli con lo zucchero finché non diventano spumosi, unite il miele e l’olio e incorporate delicatamente la miscela di farine, poco alla volta. Aggiungete la scorza e il succo degli agrumi.

Infine incorporate poco alla volta gli albumi montati a neve, mescolando dal basso verso l’alto per evitare che si smontino. Per questo, meglio usare un cucchiaio di silicone o di legno.

Versate in una teglia imburrata del diametro di circa 25 cm e fate cuocere nel forno ventilato, già caldo, a 180°C per circa 40 minuti. Fate la prova dello stecchino e casomai lasciate cuocere altri 5′.

Quando la torta è pronta, lasciatela raffreddare su. una griglia.

Per le decorazioni, preparate della ghiaccia reale e versatela in una sac-à-poche o in una bottiglia dispensare con un beccuccio dal diametro di 2-3 millimetri, a seconda di quanto volete scrivere fine.

Esistono in commercio dei preparati in polvere per la ghiaccia reale ai quali basta aggiungere solo qualche cucchiaio di acqua. Se invece volete farla in casa, potete versare in una ciotola30 g di albume (dovrebbe essere quello di un solo uovo medio) e qualche goccia di succo di limone (mezzo cucchiaino dovrebbe andare bene). Montate con la frusta da cucina e, quando l’albume risulta sodo, aggiungete poco alla volta 150 g di zucchero a velo setacciato. Lavorate delicatamente il composto finché non risulterà ben liscio.

Come sempre, se la storia vi è piaciuta giratela a qualche amico/a e se provate la ricetta fatemi sapere come è venuta.

2 pensieri su “Briganti, cascine novaresi e torte profumate

    • Sarah ha detto:

      grazie! 😀 Era anche decisamente buona! Pensavo fosse un po’ impegnativa da mangiare, per via delle tante farine integrali che a volte tendono a rendere le torte un po’ dure, invece è rimasta bella leggera fisicamente e… mangerecciamente.

      Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...