Jiklitaal, la città del sole e del sogno – Review Party

Elfi altezzosi, nani compagnoni, razze miste incerte sulla loro identità; città dorate scavate nel cuore delle montagne, snodate lungo la riva di un lago placido o nascoste fra gli alberi da incantesimi di dissuasione. A volte mi dimentico quanto siano confortevoli i fantasy classici!

Vi piacciono?
Sono tutti quei fantasy con storie epiche di cui sono protagonisti esseri fatati, elfi, nani, draghi e in cui personaggi qualunque si ritrovano, un giorno, loro malgrado, invischiati in un’avventura pazzesca che li porterà a salvare il mondo.

Quando, qualche settimana fa Giulia Fiori, autrice esordiente, ha proposto ad alcune persone amanti del genere di leggere e lasciare un commento sul suo libro, Jiklitaal – la città del sole e del sogno, ho accolto l’idea con grande piacere. Una storia magica e un po’ epica ci voleva per rilassarmi la sera.

Mi rendo conto, a ben pensarci, che il fantasy epico (o high fantasy o fantasy classico, a seconda di come piace chiamarlo) è fra i miei filoni favoriti della letteratura fantastica, così come, all’opposto, il low fantasy in cui la magia si insinua nelle pieghe della quotidianità rendendo tutto un pochino magico in un mondo in cui per ‘potere’ si intende di solito qualcosa d’altro.

‘Jiklitaal – la città del sole e del sogno’ ci porta nel mondo di Fearann. Qui vive Gillion, un elfo ‘qualunque’ che fa il contabile alla corte del re ma che in realtà sogna di diventare un libraio e che nel tempo libero frequenta, pur con il disappunto dei suoi genitori, il vicino villaggio di Librox, celebre terra di ‘librai’ dove vive il mago Brox.
Gillion desidera imparare la magia dei materiali e creare di suo pugno quei meravigliosi tomi intrisi di poteri fantastici, ma questo vorrebbe dire praticare una forma di magia che al suo popolo è proibita. Ogni popolo ha la padronanza di un tipo di magia, e di uno soltanto, e le commistioni non sono affatto viste di buon occhio, sono addirittura vietate severamente.

Il malvagio druido Knork, che duramente governa su tutte le terre, si assicura che poteri e popoli non si mescolino; una volta non era così, ma è stato talmente tanto tempo fa che si è persa ormai la memoria di quell’era e del perché tutto è cambiato. Eppure c’è una profezia che sostiene che i poteri scorreranno presto in una sola creatura e così si avrà finalmente lo ‘Jiklitaal’ in grado di riportare l’armonia perduta fra le fazioni e gli elementi.

Sembra che Gillion sia proprio l’Eletto di cui parla la profezia, per via delle sue origini meticce che la famiglia gli ha taciuto per lungo tempo; invece cosa sia questo Jiklitaal e come si produca non è chiaro davvero a nessuno, tuttavia bisogna sbrigarsi a realizzarlo. Spetta alla giovane druida Astrid rintracciare Gillion e portarlo da coloro che possono addestrarlo a padroneggiare la magia e costruire lo Jiklitaal, ma le insidie sono ovunque e la missione della ragazza inizia in modo tutt’altro che promettente…

Insomma, una storia leggera e avventurosa per sognare mondi magici, e una vicenda originale e piacevole che propone gli elementi tipici dell’high fantasy senza però percorrere strade già viste. 🙂


Nel complesso la lettura è stata piacevole, anche se qua e là ho avuto la sensazione che mancasse qualche passaggio, che ci fossero alcuni salti troppo rapidi fra una situazione e l’altra. Sì, lo dico: ogni tanto mi sono un po’ persa! Forse c’entrava la mia stanchezza?
Me lo sono chiesta e ci ho riflettuto un po’; poi, quando ho smesso di pormi domande cervellotiche e ho badato solo a godermi l’intrattenimento è successo qualcosa, un piccolo dettaglio, che mi ha acceso una lampadina. Cosa?
Ho realizzato che stavo giocando.
Ero dentro un’avventura di Dungeond and Dragons! 

Nel momento in cui ho percepito questa cosa (personalissima, non so sia stato nelle intenzioni di Giulia Fiori) tutto è andato a posto e ho iniziato a divertirmi davvero: una scena viene stravolta all’improvviso in bene o in male? Chiaro, qualcuno ha lanciato un d20 e ha fatto un colpo critico! O un fallimento critico, ovviamente.
In una sessione questo è nella norma, anzi si aspetta che la sorte metta il suo zampino per stravolgere una situazione prima che sembri scontata.

Passaggi, caratteri, trappole, nemici, divinità… tutto mi ha riportato a una quest giocata gli amici il sabato pomeriggio attorno a un tavolo pieno di patatine, tramezzini e bibite.

Mi sono sentita a casa. 🙂

Sì, qualche ‘buco’ nella storia lo ho trovato lo stesso, ma lì è la birbanteria (o la distrazione?) del Dungeon Master che tiene da parte delle cose e catapulta da una parte all’altra, pur con logica, per lasciare sulle spine circa quello che accadrà nella prossima sessione.

Tutti i filoni rimasti aperti e le domande irrisolte forse troveranno il loro epilogo nel prossimo o nel terzo capitolo. E se qualche buco rimane ugualmente, o se qualche passaggio è troppo affrettato… beh, gente, è così che vanno le cose, altrimenti la sessione rischiava di essere troppo noiosa.

Chissà se questa mia sensazione, di essere in una sessione di D&D, è solo una mia visione bizzarra o c’è del fondo di verità. Posso dire che, al di là della lettura, questo cambio di prospettiva è stato per me una interessante lezione su come il pensiero può plasmare la realtà di qualsiasi dettaglio della nostra vita.

Da lettrice, in Jiklitaal mi piacerebbe vedere più sviluppati i passaggi intermedi fra alcune scene, per dare più profondità e spessore ad alcuni caratteri, ambienti e punti di vista; mi piacerebbe conoscere meglio la città e le usanze, soffermarmi di più sulla vita della gente e sulle loro emozioni, cogliere maggiormente le differenze -e le somiglianze- fra la i popoli e le fazioni. Penso che ne guadagnerebbero l’atmosfera e la capacità immersa della storia. Penso, insomma, chi ci sia molto da esplorare, o che io vorrei farlo, almeno.

E, sempre da lettrice, nonostante (o proprio in virtù di) questa voglia, penso che l’esordio di Giulia Fiori sia felice e promettente e sono molto curiosa di spere che cosa succederà ai nostri eroi ora che lo Jiklitaal è stato creato e che i destini dei personaggi iniziano a compiersi.

Se volete sentire altre impressioni sul romanzo, ecco il calendario con tutte le tappe del Review Party di Jiklitaal (i nomi sono quelli degli account Instagram, che spesso coincidono anche con i nomi dei blog).

Se invece volete leggere il libro, trovate Jiklitaal – la città del sole e del sogno di Giulia Fiori su Amazon in versione cartacea e in ebook

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