Ho conosciuto un uomo

Ho conosciuto un uomo, la sua storia mi ha fatto piangere.

Il suo nome è Lou e viene dal Camerun. Penso abbia circa la mia età.

Un giorno, una manciata di anni fa, la guerra ha reso aspra la vita. Lou è fuggito verso la Libia, sperando di partire per mare.

Lì, mentre guardava da lontano i barconi partire, è stato imprigionato.

È stato comprato e venduto.

Comprato e venduto.

Comprato e venduto.

Per sei mesi, poi è riuscito a partire.

Erano in 130 su quella barca.

Il mare si è fatto grosso e ha preso 126 di loro.

L’acqua riempiva la bocca e i polmoni di Lou e lui vagava oltre il confine del corpo, in altri piani, libero esploratore, mente lontano risuonava una sirena, sempre più vicina.

‘Ragazzo, torna con noi. Ragazzo, torna con noi’: una voce insistente lo ha svegliato con gli schiaffi.

Lou ha aperto gli occhi mentre le sirene cantavano e le vite risparmiate dal mare sono state 4. Quattro lucine nel buio.

Ho conosciuto un uomo, la sua storia mi ha fatto piangere. Ho provato meraviglia sentendo la sua storia raccontata con quiete e distacco, con gratitudine e fiducia nella vita.

Il suo nome non è Lou, ne ho scelto un altro per riservatezza. Storie come questa, però, non devono rimanere taciute.

È molto facile stralciare giudizi quando ascolti un racconto che ti appare così lontano, quasi impossibile.

Ma quando guardi una persona negli occhi anche i tuoi iniziano a bruciare forte. Sarà il sale…

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